Indice:
Introduzione
- Penitenza e discrezione
- Duro con se stesso, tenero con i fratelli
- Elogio della mendicità
- Non vi preoccupate per il domani
- Delicatezza verso un malato
- Intimità inviolabile
- II fratello tentato
- Ottiene la chiesa della Porziuncola
- La Porziuncola, modello dell'Ordine
- Una casa costrui-ta dal Comune
- La casa fatta costruire dal ministro
- Non esiste una cella «mia!»
- Istruzioni per le dimore dei frati
- Ultime volontà
- Pulizia delle chiese
- Giovanni il semplice
- Una falsa vocazione
- Tentazione e serenità
- A mensa con il lebbroso
- Visione di frate Pacifico
- La cetra angelica
- La vigna del prete di Rieti
- II pranzo offerto al medico
- Predice la conversione di un marito
- Un postulante immaturo
- Un pesce prelibato
- La mormorazione di frate Leonardo
- Esce di cella per benedire un fratello
- Pranzo natalizio a Greccio
- Visita del cardinale Ugolino alla Porziuncola
- Virtù e vizi a Greccio
- Predice ai perugini la guerra civile
- Efficacia della sua preghiera
- Malattie del Santo. Amore a Cristo sofferente
- II libro della croce
- «Venite a vedere un ghiottone!»
- Contro l'ipocrisia
- II cardinal Ugolino gli ordina di curarsi
- Nasce il Cantico delle creature
- La strofa del perdono
- Un cantico per le Clarisse
- Sua ripugnanza a farsi curare
- «II Signore vi ricompenserà»
- Cauterizzazione indolore
- Straordinario rispetto per il fuoco
- La cella in fiamme
- Altri segni d'amore per le creature
- Generosità di Francesco
- Dona la tonaca a due frati francesi
- Altri esempi di generosità
- II mantello di Egidio
- Dona il Nuovo Testamento
- Guarigione dei buoi di Sant'Elia
- II canonico Gedeone
- I cavalieri invitati a mendicare
- Elogio della mendicità
- Alla mensa del cardinale Ugolino
- Frate Mosca, il parassita
- Bacia la spalla del questuante
- Gioia del Santo vicino alla morte
- Coraggio di fronte alla realtà
- Quale fu l'intenzione di Francesco
- La denominazione: Frati Minori
- Resistenza di certi fratelli
- I libri del frate ministro
- II salterio del novizio
- E’ la preghiera che salva
- La scienza gonfia, la carità edifica
- L'insidia della scienza
- Tanto uno sa, quanto fa
- Abusi e sviamenti
- Perché Francesco non interviene
- Opposizione di certuni al Santo
- Contro l'ozioso ciarlare
- Francesco vuole recarsi in Francia
- Venerazione per l'Eucaristia
- Arezzo disinfestata dai demoni
- Ugolino blocca il viaggio in Francia
- Serenità del vero frate minore
- Sorella cicala
- Modello ed esempio
- «Ti ho scelto perché eri sprovveduto»
- Esempio e stimolo per i fratelli
- Incontro con uno più povero
- II fratello che disprezzò un povero
- I ladroni convertiti
- II finto santo
- Persecuzione diabolica
- Quaresima sulla Verna
- II guanciale di piume
- Suo fervore nel recitare l'ufficio
- Fratello corpo
- La gioia spirituale
- Predice la sua gloria
- Benedizione alla città di Assisi
- Sorella morte
- Ultima visita di «frate» Jacopa
- Gli ideali di umiltà e povertà
- II vescovo di Terni
- Ancora sull'umiltà di Francesco
- Dimissioni di Francesco
- Obbedienza del Santo
- Benedizione di Frate Bernardo
- Predizione riguardante Bernardo
- L'ultimo saluto di Chiara
- Le sorelle allodole
- Non sono un ladro!
- Nessuna proprietà, nemmeno in comune
- Cristo approva la Regola
- Non parlatemi di altre Regole!
- Come comportarsi con il clero
- Lagnanze di Cristo
- L'ultima cena di Francesco
INTRODUZIONE
Questa “LEGGENDA ANTICA DI SAN FRANCESCO” - già
proposta sotto la denominazione di “LEGGENDA ANTICA
PERUGINA” e, più recentemente, sotto quelle di
“FIORI DEI TRE COMPAGNI”, di “SCRITTI DI
LEONE, RUFINO E ANGELO, COMPAGNI DI SAN FRANCESCO”,
di “COMPILAZIONE D'ASSISI DEGLI SCRITTI DI FRATE LEONE
E COMPAGNI” -, ci è stata tramandata dal manoscritto
1046 della Biblioteca Comunale di Perugia. Si tratta di una
“compilazione” messa insieme, nel passaggio tra
il secolo XIII e il XIV, con materiali di provenienza e d'ispirazione
diversa al fine di ricostruire una “LEGGENDA SULLA VITA
DI FRANCESCO”, che fosse più “antica”
di quella “nuova” (“LEGGENDA MAGGIORE”)
di Bonaventura, recuperando i ricordi e le memorie che si
dicevano discendere direttamente dai compagni del Poverello
e che erano stati obliterati dal decreto capitolare del 1266.
Così com'è pervenuta, tale “LEGGENDA ANTICA”
non può essere identificata “tout court”
con il “florilegio” di Greccio del 1246, ma ci
riporta sicuramente delle testimonianze di un gruppo di persone
particolarmente vicine a Francesco, e parte almeno del predetto
“florilegio”. E’, in ogni caso, un documento
di sicura e straordinaria bellezza, d'indiscusso e indiscutibile
valore biografico, proprio perché è pieno di
una comunicativa semplice e suadente che lo costituisce, accanto
allo Specchio di perfezione, uno dei testi più immediati
e significativi rispetto ai gesti, all'operato, alle volontà
di Francesco, sottolineati da una presenza e da una partecipazione
umana dei compagni, concretamente e intensamente vissuta.
In questa “LEGGENDA”, al di là forse delle
intenzioni stesse di chi ha messo insieme tanta dovizia di
ricordi, c'è il Francesco con la diffusione e il peso
crescente del suo movimento.